Non vado mai dall’estetista perché ho tutto l’arsenale per farmi barba e baffi da sola a casa, però stavolta ho trovato su Groupon un’offerta che mi sembrava buona. Oltre alla manicure, era inclusa una pulizia del viso e un massaggio anti cellulite a glutei e cosce, cosa che pensavo già da sola di fare per vedere di sistemare quell’odioso problemino.

Ho prenotato, mi sono presentata all’orario stabilito – avevo già pagato ovviamente tutti questi trattamenti, come scritto nel contratto di Groupon – e mi ha accolto una ragazza molto giovane che mi ha chiesto il nome. Ah, sei quella che ha prenotato con l’offerta. Vieni con me. No, scusami? Io lavoro a contatto col pubblico e non do mai del tu, soprattutto in questi toni, ai miei clienti. Ma vabbè, faccio finta di niente e le vado dietro.

Mi fa accomodare su una di quelle sedie girevoli con rotelle ergonomiche senza schienale, dicendomi di aspettare ché c’era un’altra cliente. Va bene, tiro fuori il mio smartphone, apro l’app del sito di deals e vado a vedere le recensioni. Per quale motivo non l’ho fatto prima, penso subito, mi è poco chiaro. Una marea di critiche nei confronti del servizio, parziale e non completo come riportato sull’offerta, da parte di un sacco di clienti che sconsigliavano in toto di prenotare quel pacchetto. Panico. Allarme. Catastrofe. Cosa faccio ora? I soldi se li sono presi, per fortuna molto pochi, non posso andarmene via da qui senza dire nulla, non sono maleducata io.

Decido di rimanere e aspetto il mio turno, torna la simpaticissima ragazza, con un’aria affabile quanto quella di un Grizzly che non mangia da due mesi e con il tatto di un rastrello. Inizia dalla manicure: sangue a fiotti, ahi!, ripetuto continuamente, lei che sbuffa e non dice una singola parola. Un incubo. Decido di lasciare lì tutto, lasciarle i miei soldi, dicendole, giusto per soddisfazione se si fanno le offerte bisogna essere chiari. “Qui si offre l’accoglienza di una prigione e si è gentili come un cactus abbracciato” dovevate scriverci sull’offerta.