Riabilitiamoci

Finalmente il fisioterapista mi ha detto che sto migliorando a grandi passi, per cui presto potrò tornare alla mia normale routine. Sei mesi fa ho avuto un brutto incidente in moto e ho rischiato davvero grosso, specialmente contando che sono sempre stata una persona estremamente attiva, movimentata e sempre in giro per il mondo all’avventura dovermene rimanere immobile per così tanto tempo è stata dura.
Un passo alla volta e finalmente inizio a vedere un risvolto positivo.

I medici che mi stanno seguendo mi hanno consigliato di iniziare a fare un po’ di attività fisica piuttosto leggera, giusto per recuperare un po’ la tonicità fisica e muscolare che è andata perduta durante i mesi trascorsi a letto.
Mi hanno consigliato di acquistare una mini cyclette da utilizzare tre volte alla settimana per tutto il tempo che voglio e anche uno stepper. In particolare quest’ultimo attrezzo mi ispira molta fiducia, soprattutto perché mi dà modo di allenare la gamba bisognosa in maniera naturale, come se facessi le scale di casa.

Prevedo, poi, di iscrivermi di nuovo in palestra non appena la salute me lo permette, perché ho intenzione di tornare in forma come ero un tempo.
Basta moto, per un po’, mi è rimasto decisamente il trauma delle due ruote e anche l’andare in bicicletta è un’idea che dubito mi sfiorerà la mente per un bel po’ di tempo. Voglio ritornare al mio livello di attività che un tempo mi dava benefici a tutto tondo, sia per quanto riguarda il benessere fisico che psichico.

Adesso sono in uno stato letargico 24 ore al giorno, odio essere così (anche se probabilmente, visto quel che mi è successo, posso anche concedermelo). Non vedo l’ora di tornare a praticare sport e abbandonare i controller dell’X-Box, unico attrezzo che mi sono potuto permettere di utilizzare in questi mesi!

Io e le mie ossessioni

Ho deciso di fare un compendio delle mie personalissime ossessioni, per cercare, magari, là fuori qualcun altro messo (male) come me.
Ci ho pensato a lungo a questo argomento, l’ultimo viaggio che ho fatto in compagnia di un collega di lavoro mi ha fatto molto riflettere su quanto noi uomini possiamo essere strani, pur essendo apparentemente persone normalissime.

Una delle ossessioni ultime che ho notato di avere è quella dei bagni pubblici. Non parlo d’igiene, quello è ovvio e scontato, nessuno andrebbe felice e spensierato in un bagno sporco o mal ridotto.
La mia ossessione, in questo caso, non c’entra molto con l’igiene. Io quando entro nel bagno di un locale o di un autogrill devo sempre guardare, per prima cosa, se c’è una finestra e dove è collocata.
Quando la finestra è posta alle spalle del wc, arriva l’ansia, ho paura che qualcuno mi spii o mi osservi mentre sono nel pieno delle funzioni più naturali dell’universo.

Un’ossessione alimentare che mi perseguita da che ho memoria è quella di dividere sempre molto bene le pietanze nel mio piatto. Se una cosa tocca l’altra, vado nel panico. Non riesco a mangiare qualcosa che sia sporco di pomodoro, pur amando infinitamente il pomodoro, e odio con tutto me stesso quando il sugo dell’arrosto finisce sulle patate. Mangio forzatamente, cercando di convincermi che sia una cosa folle e che sia impensabile lasciare (o peggio gettare) del cibo prezioso per un motivo così stupido.

Un’ossessione che mi ha causato molti problemi mentre ero in viaggio è quella dell’addormentarsi con il mio miglior asciugacapelli acceso.
Io per rilassarmi ne ho bisogno, quando sono a casa lo accendo sempre, me lo metto sotto le coperte e mi addormento felice e beato.
Ho visto un programma in TV grazie al quale ho scoperto che esistono molti miei simili e che molti sono stati svegliati dai pompieri intenti a spegnere l’incendio procurato proprio dal phon.

La mia migliore amica

La mia migliore amica sta per partorire, le manca veramente poco al termine della gravidanza, e io non so ancora cosa regalarle per il lieto evento.
Sono sempre stata una frana in queste cose, coi bambini vado poco d’accordo. Chiariamo, a me piacciono, ma io non piaccio a loro.
L’ultima volta che mia sorella mi ha chiesto di badare a sua figlia, la mia nipotina ha iniziato a piangere immediatamente e ha continuato per tutto il tempo che è stata con me. Capisco il trauma di doversi separare dalla mamma, specie a quella età, ma sono una brava zia!

Comunque, tornando alla mia migliore amica – alla quale le ho detto che per quanto le possa volere bene, non terrò il nascituro perché probabilmente mi odierà proprio come mia nipote – sto guardando un po’ in giro quali sono i regali che si fanno di solito.
Le tutine per bambini sono un’idea molto graziosa, ma io non ci capisco assolutamente nulla di taglie e cose del genere, so che comprerei qualcosa di sbagliato o finirei per farmi convincere dalla commessa a comprare qualcosa di inutile.

Sto dando un’occhiata al baby monitor prezzo, dato che a quanto ho capito è indispensabile per i genitori, ed essendo un regalo così importante, potrebbe essere ottimo per dimostrarle quanto tengo a lei e quanto terrò anche al suo bambino o alla sua bambina, anche se non vorrà stare con me quando dovrà uscire il sabato sera per godersi una serata spensierata.
Avevo pensato di comprare il passeggino, ma ho saputo che glielo compreranno i suoi nonni, ed è giusto così!

Cinque chili maledetti

Cinque me ne mancano, solo cinque. Cinque dannatissimi chili da perdere per avere il peso forma.
Non ho cambiato nessun abitudine, il mio dietologo mi segue da un paio di anni, da quando ho deciso di recuperare la mia forma fisica, eppure non riesco a scendere più di così.
Esteticamente non sembra che ne abbia bisogno, ma ho iniziato la partita, ora la voglio portare a termine come si deve.

E’ vero, forse ho smesso di fare attività fisica quanto ne facevo un tempo, ma mi sono cambiati gli impegni lavorativi, adesso ne ho molti di più e non riesco a ritagliarmi più delle ore al giorno stabili per potermi dedicare all’attività fisica.
Stavo appunto pensando di prendermi un tapis roulant elettrico per poterlo utilizzare quando ho un po’ di tempo, ne parlerò col mio dietologo per vedere cosa ne pensa anche lui.

Non so, penso di essere in un blocco metabolico, ma da quanto so accade se si mangia troppo poco in un giorno. Io mangio le mie 1400 kcal di mantenimento e lo faccio quotidianamente, arrivo a 1600 quando mi alleno, ma insomma, mi limito a seguire quello che mi dice il dottore, non faccio di testa mia.
Mangio di tutto, carboidrati e soprattutto proteine, adoro i legumi, che un tempo odiavo con tutto il cuore, mi piace la verdura, che un tempo, per me, si traduceva solo con patatine fritte.
Ho uno sgarro settimanale, che di solito mi tengo per il sabato sera quando esco con gli amici, e devo dire di sentirmi sempre un po’ in colpa: quando mangio una pizza o un cheesburger mi sembra di fare qualcosa di sbagliato, ma se c’è nella dieta, vuol dire che posso stare tranquillo.

Chiedo solo a questi maledettissimi cinque chili di lasciarmi in pace!

La città di corsa

Mai avrei creduto che fosse possibile, mi sono appassionata di running. Ho smesso di fumare da qualche mese e finalmente riesco a fare più di cento metri senza stramazzare a terra con il fiato spezzato. Certo, ancora ho qualche piccola difficoltà soprattutto perché ho fumato per un sacco di anni e mi sono bruciata letteralmente i polmoni. Il dottore mi ha detto che prima di smaltire tutto lo schifo che ho assunto con ogni sigaretta, ne avrò da fare di km.

Il problema è che in casa mia c’è la tendenza a sviluppare problemi cardiaci, per questo motivo mi sono un po’ spaventata quando gli ultimi esami che ho fatto erano sì positivi, ma iniziavano a mostrare qualche segno strano per il quale intervenire. Mi sono messa a dieta, visto che ero in lieve sovrappeso, e ho iniziato a praticare attività fisica.

All’inizio facevo zumba tre volte alla settimana, ho buttato giù i chili in eccesso vedendo però un aumento costante della buccia d’arancia. È normale, mi hanno detto tutti, ma non per questo mi piace, per cui ho continuato a muovermi anche se non ne avrei avuto bisogno da un punto di vista puramente estetico.

Adesso vago per la mia città di corsa una volta al giorno, con il mio cardiofrequenzimetro gps running al polso. Mi sento da dio, non sono mai stata così bene in vita mia, soprattutto perché oltre a non aver più quella zavorra di peso in più che mi portavo dietro, mi sento proprio più energica. Sembrerà un ossimoro, ma più mi smuovo, più ho voglia di fare. Se salto un sabato sera in discoteca non mi interessa, anzi, motivo in più per riposarmi e dormire un po’ di più. Se salto un giorno di corsa, per me è una giornata buttata via. Ma sono davvero io?

Turni di lavoro

Mi hanno cambiato i turni di lavoro, lavoro in una fabbrica che produce dolci artigianali con regole molto rigide da seguire. Non sono i miei datori di lavoro a essere rigidi, è proprio il tipo di lavorazione: i dolci devono essere preparati a ogni ora del giorno e della notte, essendo uno stabilimento molto importante, la produzione non si può mai interrompere.

E’ a rotazione, per cui ci sono settimane in cui lavoro di mattina, ma altre in cui lavoro di notte. E non sono le peggiori! Le peggiori sono quelle del pomeriggio, dalle 12 alle 20 è il turno che odio di più perché mi toglie tutte le ore libere durante le quali potrei fare le mie cose. Ho una casa da mandare avanti (per fortuna per pulirla ci pensa il robot aspirapolvere, lo imposto in automatico e fa tutto da solo) ed essendo intollerante al lattosio ho anche una dieta particolare da seguire.

Lo so che lavorare in una fabbrica di dolci ed essere intollerante al lattosio possono sembrare due variabili che stridono, non immaginate neppure la voglia che avrei di mangiarmi quelli usciti male che generalmente ci regalano. Capita, ogni tanto, che la macchina sbagli forma o rompa una parte di dolce, tutta la roba “sbagliata” ovviamente non viene buttata via, ogni tanto i gestori la regalano anche alle associazioni che aiutano i bisognosi ed è una cosa che ammiro molto. Tutti gli anni per Natale riforniscono la Caritas della zona che propone il pranzo festivo alle persone che non hanno famiglia o con difficoltà economiche, è un gesto bellissimo!

Comunque, i turni di lavoro – tornando alle cose brutte – sono veramente cattivi. Purtroppo però bisogna lavorare, per fortuna che ho questo lavoro: è vicino a casa, ho un buono stipendio e sto tutto il giorno a respirare un profumino delizioso. Meglio di così!

Man VS cucina

Quando sono andato a vivere da solo ho deciso di comprarmi la friggitrice perché secondo me è un po’ il simbolo di ogni scapolo o comunque un’alleata amica. Lasciamo stare che l’avrò utilizzata una volta in tutta la mia vita, ma questo è un altro discorso poco pertinente, l’importante è averla lì a disposizione.

Ti scordi quasi di averla tra gli elettrodomestici se non la utilizzi mai, è vero, però poi è un’emozione scoprire in realtà di poterla tirar fuori, riempire di olio e friggere una cascata di schifezze come se non ci fosse un domani. Seguo The Walking Dead e quando c’è lei in TV io non posso sprecare tempo per cucinare, voglio mangiare davanti alla TV. Per questo l’ho rispolverata e ho deciso di utilizzarla.

Avevo visto su Facebook un video di un tizio che friggeva una specie di involtino di tacchino con del formaggio all’interno, avvolto nella pancetta. Il piatto ideale per una serata con zombie e birra, ho deciso di provare a farlo. Devo proprio sottolineare che è stato un disastro o si capiva già in partenza?

Forse ho preso del tacchino troppo spesso, fatto sta che non si è cotto. Era completamente rosa dentro, mentre il formaggio era quasi esploso all’interno, finendomi in giro per tutto il cestello. E lavare un attrezzo del genere non è per niente facile se non si ha una lavastoviglie, ve lo posso assicurare. Senza contare che, cercando di rimediare al danno del tacchino crudo, ho provato a rimettere tutto dentro all’olio bollente, col risultato che la pancetta si è carbonizzata, il tacchino è rimasto sempre crudo.

Qualcuno dovrebbe beatificare i fattorini della pizza, che anche questa volta mi hanno salvato da una serata disastrosa, tramutatasi in un innocente messaggio su Whatsapp a mia madre con scritto ti prego, domani mi aiuti a lavare la friggitrice? Grazie Mà

Un’estetista da dimenticare

Non vado mai dall’estetista perché ho tutto l’arsenale per farmi barba e baffi da sola a casa, però stavolta ho trovato su Groupon un’offerta che mi sembrava buona. Oltre alla manicure, era inclusa una pulizia del viso e un massaggio anti cellulite a glutei e cosce, cosa che pensavo già da sola di fare per vedere di sistemare quell’odioso problemino.

Ho prenotato, mi sono presentata all’orario stabilito – avevo già pagato ovviamente tutti questi trattamenti, come scritto nel contratto di Groupon – e mi ha accolto una ragazza molto giovane che mi ha chiesto il nome. Ah, sei quella che ha prenotato con l’offerta. Vieni con me. No, scusami? Io lavoro a contatto col pubblico e non do mai del tu, soprattutto in questi toni, ai miei clienti. Ma vabbè, faccio finta di niente e le vado dietro.

Mi fa accomodare su una di quelle sedie ergonomiche senza schienale, dicendomi di aspettare ché c’era un’altra cliente. Va bene, tiro fuori il mio smartphone, apro l’app del sito di deals e vado a vedere le recensioni. Per quale motivo non l’ho fatto prima, penso subito, mi è poco chiaro. Una marea di critiche nei confronti del servizio, parziale e non completo come riportato sull’offerta, da parte di un sacco di clienti che sconsigliavano in toto di prenotare quel pacchetto. Panico. Allarme. Catastrofe. Cosa faccio ora? I soldi se li sono presi, per fortuna molto pochi, non posso andarmene via da qui senza dire nulla, non sono maleducata io.

Decido di rimanere e aspetto il mio turno, torna la simpaticissima ragazza, con un’aria affabile quanto quella di un Grizzly che non mangia da due mesi e con il tatto di un rastrello. Inizia dalla manicure: sangue a fiotti, ahi!, ripetuto continuamente, lei che sbuffa e non dice una singola parola. Un incubo. Decido di lasciare lì tutto, lasciarle i miei soldi, dicendole, giusto per soddisfazione se si fanno le offerte bisogna essere chiari. “Qui si offre l’accoglienza di una prigione e si è gentili come un cactus abbracciato” dovevate scriverci sull’offerta.

Natale sta arrivando

Che bello il Natale, a chi non piace? Eccolo, è alle porte assieme alle lucine, agli alberelli, al presepe, agli angioletti e al paffuto uomo vestito di rosso con renne e regali in spalla. A chi non piace? A me.

Io lo odio, l’ho sempre odiato fin da piccolo, per la precisione da quando Babbo Natale non mi portò il robot che avevo chiesto nella letterina, previo conseguimento del titolo di hai-fatto-il-bravo che i miei genitori mi avevano assicurato di aver guadagnato con la mia disciplina e i miei buoni voti.

Io odio le lucine, odio la neve, specie quando devi andare a lavorare e le strade sono un immenso parco per pattinaggio sul ghiaccio. Mi fanno schifo i canditi del panettone e trovo il pandoro la cosa più dolce e vomitevole dell’universo. Anche il mio gatto odia il Natale, l’ultima volta che mia madre ha fatto l’albero è durato a voler essere generosi circa 24 ore, poi era a terra, in una pozzanghera di palline rotte e lucine fulminate.

Già, mia madre. Che cosa vuoi per Natale, mamma? Le ha chiesto mia sorella ieri. No, ma non voglio niente ragazzi, basta che state in salute e per me va più che bene. Non ho capito come abbia fatto mia sorella a capire da queste parole che mia madre desidera un epilatore luce pulsata, dato che una volta a settimana va dall’estetista a fare tutto quel che deve fare. Il fatto è che, adesso, sono invischiato anche io e indovinate un po’ chi deve occuparsi di comprarlo da internet? Ovviamente è superfluo specificarlo.

È ovvio che più odi una cosa, più quella farà di tutto per obbligarti ad odiarla ancora di più.